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Fondazione Perugiassisi 2019 - Manifesto di candidatura

Fondazione Perugiassisi 2019 - Manifesto della Candidatura

Candidare “Perugia 2019”, con Assisi e l'Umbria intorno, significa far rinascere lo spirito delle città. Prima che offrire eventi e consumi di servizi culturali, diventare “capitale” vuol dire riflettere su quell'idea che ereditiamo dal passato, fin dall'età comunale, e che proiettiamo nel futuro: la città come produzione di idee, come capacità di accoglienza e di dialogo. La città è, solo se risulta “sostenibile, inclusiva e innovativa”, come recitano i principi della Carta di Toledo e le grandi sfide dell'Agenda Europa 2020.
La sostenibilità è qualità per accogliere la partecipazione in una prospettiva di multiculturalità (necessità determinanti per il territorio umbro che cresce di popolazione attraverso i flussi migratori). L'inclusività è la pluralità e la solidarietà sociale. Lo slancio innovativo, infine, è il fervore di una cultura creativa e intelligente. Il futuro per noi è ritrovare l'antico nel nuovo; è ricreare uno spazio dove gli uomini abbiano un orizzonte comune per “vivere felicemente”. Vuol dire inserire i centri storici e il modello insediativo policentrico, tramandati dal passato, nel nuovo panorama dell'economia della conoscenza e dell'immaterialità: per innovare territori, economia e società, valorizzando l'apporto dei giovani; per affrancarsi dall'autoreferenzialità e coltivare così l'apertura verso le reti esterne, proiettandosi nel mondo. Le nuove tecnologie sono per noi radicate nell'antico: sono un mezzo che poniamo al centro della pianificazione dei luoghi per sostenere il policentrismo e realizzare la futura città europea.

La candidatura di Perugia incentiva nuove forme di cooperazione, di alleanze, di scambio, come di integrazione tra linguaggi e forme espressive, modalità di produzione culturale e modi di lavoro. Promuove, in definitiva, l'insediamento umbro quale modello di valorizzazione della regione e, in genere, di un modello urbano equilibrato, orientandosi verso la proposta di un paesaggio urbano-rurale composto di “luoghi” e di “centri vivi”, non più di generici “spazi”. Si tratta di riaffermare concretamente una storica visione culturale, un modo di credere, pensare e vivere, entro il quale sono esistiti beni e tratti culturali, maniere di intendersi, la forma o il materiale delle case, una certa tecnica nel coltivare i terreni, il produrre beni e scambiarli.

Candidare “Perugia 2019”, con Assisi e l'Umbria intorno, vuol dire esaltare la convivenza, il cambiamento, la continuità, il confronto, la circolazione, la confluenza, la condivisione: in sostanza, la centralità di un orizzonte comune in cui le tante città sono l'esempio di una stessa città in divenire, aperta alle scommesse delle società complesse. La cultura vive della stessa priorità in cui riconosciamo l'economia, la sanità, la sicurezza, la giustizia, l'istruzione: e una città è pienamente capitale solo se saprà esaltare il concetto di “diritti culturali dei cittadini”. La candidatura di Perugia 2019 è l'apertura come “nuova avventura europea”, è la grande opportunità per raggiungere tre obiettivi ineludibili: risanare con orgoglio civico il sentimento diffuso di disorientamento collettivo, riattivando quel dinamismo intellettuale per cui le politiche attive del territorio, e in particolare quelle urbane, vengono sostenute dalle politiche culturali; rilanciare un sistema culturale fatto di idee, strumenti, metodi, reti internazionali in colloquio stretto con altre città europee, favorendo l'internazionalizzazione delle realtà umbre; credere che il cambiamento nasca solo dall'ascolto delle voci diffuse della comunità e da un metodo di lavoro, come di investimenti, del tutto sostenibile, trasparente, razionale e responsabile.

I destinatari principali di “Perugia 2019”, con Assisi e l'Umbria intorno, sono i giovani, la loro alta professionalità intellettuale, la loro qualità di “cittadini europei”. Il campo d'azione è la vitalità del centro storico, che dalla sua crisi sociale viene rigenerato come luogo di aggregazione e di lavoro comune. L'idea della “città medi@evo” ha la sua forza simbolica nella realizzazione di uno stabile laboratorio “scriptorium” in cui la valorizzazione del patrimonio culturale umbro (artistico, musicale, umanistico, scientifico, antropologico) venga proposto in maniera originale, visibile, di prospettiva europea e internazionale. Nell'idea di superare una generica catalogazione, si tratta di mettere insieme gruppi di lavoro intellettuale giovanile ad alta formazione professionale attorno alla convergenza di “web semantico e realtà aumentata”, mirando ad una conoscenza sistematica del patrimonio, secondo una metodologia che, rispetto al bene culturale, è ancora oggi inedita. Le conseguenze di questa nuova conoscenza e visibilità saranno sorprendenti: la proposta semantica del patrimonio umbro quale riferimento essenziale, se non prototipo, della cultura europea; l'attrazione di “cervelli” altamente professionalizzati nel laboratorio perugino; il sostegno di innesti culturali europei, secondo modelli espressivi e linguistici avanzati; la messa in opera di veri e propri laboratori culturali che favoriscono l'ingresso della citta medi@evo nei processi di “realtà aumentata”, con una forte ricaduta per la “qualità della vita”, il sistema turistico e artigianale umbro come nazionale.

La “città medi@evo” è la forma “smart” di una città che torni “centro creativo” (la centralità di un luogo permanente per lo scambio di informazioni ed esperienze) e che insieme risulti la “capitale di una sintesi culturale” governata soprattutto dalle nuove generazioni, attratte dal restare o ritornare in Umbria e aperte all'interculturalità, alla collaborazione internazionale (a partire dal ruolo strategico dell'Università per Stranieri).

Perugia 2019”, con Assisi e l'Umbria intorno, guarda ad un'apertura che è anche il valore più antico della “città-paesaggio-territorio”: la forza di uno storico policentrismo che nutre, moltiplica, accresce e non divide. Attorno al principio di una città “concretamente ideale”, il progetto di Perugia 2019 è il modello per la messa in rete e a sistema delle città umbre (l'Umbria quale uno dei migliori esempi europei di molte e varie città con centri integralmente medievali) e, quindi, promuove la coerenza di processi di “smart region” (l'orizzonte di città intelligenti che riprogettano la memoria e il “futuro, costruendone una visione desiderabile e praticabile”), così da mettere in gioco il dinamismo di una potente struttura di assi “a stella”, come dire verticali (il centro della città e le sue plurime funzioni) e orizzontali (la città e il territorio policentrico che colloquia attivamente con l'Europa). Le città umbre, attorno e dentro il paesaggio comune, diventano profondamente autonome, specifiche, singolari ma perfettamente convergenti. Le identità storiche si mettono in gioco, sperimentando la loro capacità di integrarsi nel nuovo, lungo la traccia decisa di un'Europa tollerante, accogliente, nazione dei popoli e territorio di diversità. Con obiettivi importanti per la città: efficienza energetica diffusa, mobilità sostenibile, salute, sicurezza delle persone, dei beni materiali e immateriali; e ancora epayment dei servizi urbani, città a zero barriere architettoniche, rifunzionalizzazione urbana con attenzione ai nuclei antichi, rilancio culturale in prospettiva internazionale e di rete delle strutture formative (con il ruolo cardine dell'Università di Perugia, del Conservatorio di Perugia e dell'Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”), la ridefinizione del welfare urbano, i supporti alla “classe creativa” e ai “lavoratori della conoscenza”, l'accessibilità dei servizi, le forme di eGoverment della città, il sostegno all'”apertura spirituale” in quanto necessità collettiva.

La nascita della Fondazione di partecipazione PerugiAssisi 2019, veicolo autonomo per realizzare i temi di candidatura, è un modo per sottolineare che il sogno di essere una “capitale” nasce dalla gente e dalla loro partecipazione diretta. La vocazione della Fondazione PerugiAssisi 2019 è facilitare la socializzazione della cultura, sostenere un sentimento di fiducia fra istituzioni e cittadini. La scommessa è il nuovo: diventare quello che si è e, cioè, quello che si è sempre stati; una capitale come “centro attivo di comunità e di idee”; un territorio-paesaggio che ha storicamente sperimentato se stesso nel valore della pace e della tolleranza.

La sfida più difficile che l'Europa deve affrontare è quella dell'inclusione sociale e delle diversità, dell'integrazione fra paesi, popoli e culture. La Meraviglia del Dialogo, l'armonia della nostra radice (umanesimo, arte, paesaggio) possono essere oggi rimesse in luce attraverso l'incontro fra le diverse identità dei paesi d'Europa, che potrebbero nuovamente incontrarsi in una nuova Cittadinanza Europea, creando così nuovi “inneschi creativi” delle identità culturali che fra loro “camminano insieme”. Occorre unire e alimentare tutti insieme le autonomie, le differenze, la reciproca comprensione: aprire nuove relazioni fra est e ovest, nord e sud per creare a Perugia e nell'Umbria il “cantiere a cielo aperto” della nuova cultura dei popoli europei, prima che degli stati. L'Umbria verde possiede tutti i colori del tempo. L'Arco Etrusco è l'emblema di una continuità operativa che mira al futuro. Tutto è connesso: la perfezione etrusca sostiene quella romana e poi la medievale in cui è già esperibile la nuova forma rinascimentale e seicentesca. Oggi si tratta di disegnare un nuovo piano sugli strati della storia: l'arco immaginario e insieme concreto di una realtà riprogettata. La visionarietà di una città che continua a divenire e a sentirsi utile, moderna, intelligente.